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Quinoa, la domanda è cresciuta nel nostro Paese 18 volte , perché mangiarla e coltivarla.

L'analisi Where Science Feeds Innovation, dell'Institute of Food Technologists di Chicago, poco tempo fa individuava le tre principali fonti di proteine alternative per l'uomo. La triade perfetta, spiegavano i ricercatori, è quella costituita da alghe, quinoae legumi. "Un cibo nutriente e sostenibile, e una fonte di proteine", aggiungevano i ricercatori, parlando dei semini.La quinoa è composta per il 60% circa da carboidrati complessi e a basso indice glicemico, che aiutano a contenere i livelli di zuccheri nel sangue e a tenere sottocontrollo la fame: il suo potere saziante la rende adatta ad entrare a pieno titolo nelle diete ipocaloriche, a fronte delle 350 kcal/gr fornite. Le proteine presenti nella quinoa (circa il 13%) sono di elevato valore biologico in quanto contengono diversi aminoacidi essenziali, vale a dire aminoacidi che il nostro organismo no è in grado di sintetizzare da solo e che, quindi, devono essere assunti attraverso l’alimentazione. Tra essi spiccano in particolare la Lisina (fondamentale per la produzione degli anticorpi e per la creazione del tessuto osseo e cartilagineo) e la Metionina (con azione lipolitica sia sul fegato sia verso i grassi che aderiscono alle arterie). I grassi (6,7%), al pari delle proteine, pure sono di elevato valore biologico, essendo per lo più composti da acidi grassi polinsaturi (acido linoleico soprattutto), importanti fattori protettivi verso le malattie cardiovascolari come l’aterosclerosi. Un’alta percentuale (8,6%) è data dalle fibre alimentari, le cui proprietà contribuiscono a ridurre il colesterolo, a migliorare il funzionamento ed il transito intestinale e a diminuire l’acidità gastrica ed i disturbi ad essa correlati (ulcera e gastrite). Inoltre, la fibra è un’ottima alleata nella lotta al diabete di tipo II poiché aiuta l’indice glicemico a mantenersi basso. A completare il tutto, nella quinoa non mancano una buona dose di minerali: magnesio, calcio, ferro, fosforo, zinco e tre importanti vitamine: la vitamina C, la vitamina B2 e la vitamina E. Quest’ultima è di certo la più abbondante e conferisce alla quinoa proprietà antiossidanti ed antinfiammatorie. Quinoa: come prepararla I semi di quinoa sono rivestiti dalle saponine, sostanze tossiche per l’organismo umano in quanto provocano l’alterazione della composizione delle membrane cellulari. Per questo motivo, prima di essere cotti, i semi vanno sempre lasciati in ammollo per alcune ore e poi risciacquati ampiamente con acqua fredda. Solo a questo punto, la quinoa sarà pronta per essere cotta. Il procedimento è quello che seguireste per cucinare la pasta: abbondante acqua bollente per circa 20 minuti (in ogni caso, seguire sempre le indicazioni riportate su ciascuna confezione). La poliedricità, ma soprattutto le elevate e ricchissime proprietà nutrizionali della quinoa, la rendono adatta ad essere consumata in qualsiasi pasto della giornata( a colazione, mescolata con yogurt, a pranzo o a cena con verdure o legumi) .In ltalia esiste già un'azienda che ha avviato la produzione di quinoa su base commerciale: si chiama "Quinoa Italia", si trova nelle Marche,in provincia di Ancona, ed è nata nel 2014 dalla scommessa di due giovani gemelli e una sorella. L’idea - spiega il co-titolare Emanuele Zannini- parte dal laboratorio. Sono un ricercatore e, occupandomi di alimentazione personalizzata,ho iniziato ad interessarmi a questa coltura. Dal laboratorio all'azienda si è arrivati passando per un altro centro di ricerca, il Cnr di Avellino,con il quale è stata portata avanti una sperimentazione che ha aperto le porte alla coltivazione commerciale.Nella realtà la sperimentazione prosegue:ci sono ancora tanti parametri da ottimizzare. Attualmente stiamo testando 5 varietà, tutte europee, e una ci sta dando particolari soddisfazioni". Intanto la produzione cresce e il mercato si allarga: lo scorso anno sono stati coltivati 20 ha, quest'anno 100; la quinoa ottenuta viene venduta a mulini e aziende alimentari (ad esempio chi produce hamburger vegetariani) italiane e straniere .Altri produttori sono i fratelli Zannini che hanno aperto un impianto di prima trasformazione e stanno sviluppando prototipi di nuovi alimenti. A gennaio, grazie alla collaborazione con un birrificio locale, immetteranno sul mercato la prima birra alla quinoa e sono in fase di test per la produzione di latte. La strada sembra insomma in discesa, ma, avverte Zannini,non è tutto oro quello che luccica. Forse intorno a questo Prodotto si stanno creando troppe aspettative. Le rese sono variabili, molto dipende dal terreno. La coltivazione è dura, bisogna seguire tecniche agronomiche stringenti e affidarsi a tanto lavoro manuale:la coltivazione è forzatamente bio. Insomma credo che la quinoa possa fare bene all'agricoltura italiana, a patto di avere una visione più ampia dell'attività, che non sia solo resa e guadagno, ma anche tutela integrata del territorio e capacità di mettersi in gioco.
FrecciaSuBianca

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