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Agave :generalità,coltivazione,e utilizzo.

Agave deriva dal greco e significa “degna di ammirazione". Le agavi sono delle succulente con foglie grandi il più delle volte rigide e succulente. Spesso in cima è presente una spina molto appuntita. Il margine fogliare può essere seghettato (e dotato anch’esso di spine) oppure liscio. Può produrre un’infiorescenza a pannocchia che poi produce frutti a capsula, neri. La fioritura avviene come minimo dopo 8 anni, ma per alcune specie, nelle condizioni ideali, ci vogliono almeno 40 anni. Nelle specie monocarpiche purtroppo questo evento porta la pianta alla morte. Tutte le agavi sono originarie del continente americano centro-settentrionale. Alcune specie, però, si sono naturalizzate nel bacino del Mediterraneo. Generalità. Questa specie di piante grasse è una delle più numerose e dalle caratteristiche più svariate (raggruppa oltre 300 varietà) . Il fusto generalmente è molto corto e le foglie partono numerose fin dalla base. Una caratteristica delle foglie è quella di essere molto carnose e tozze. L'apparato radicale è composto da un fascio di radici molto compatto, formato da fini capillari molto lunghi, che consentono alla pianta di raggiungere l'acqua anche molto in profondità Da tempo sono ormai naturalizzate nell'area mediterranea, e anche in Italia trovano posto nei giardini botanici, ma anche nella flora che costituisce la macchia mediterranea allo stato naturale.Coltivazione .La coltivazione delle agavi è, nelle giuste condizioni climatiche, molto semplice. Si tratta di piante resistenti che crescono velocemente dando moltissime soddisfazioni. Sono sicuramente adatte al giardino mediterraneo, cioè a tutte quelle aree costiere caratterizzate da aridità durante il periodo estivo. Esposizione questa pianta è originaria delle zone desertiche dell'America, ma è assai presente anche sul territorio Italiano, nelle zone più temperate del meridione. Al nord queste piante devono essere riparate in serre o sotto verande, con temperature non inferiori ai cinque gradi . Oltre alle temperature basse la pianta soffre molto il ristagno idrico, mentre sopporta bene lunghi periodi di siccità. L’esposizione ideale per queste piante è senza dubbio il pieno sole in tutta Italia. Nelle zone centro-settentrionali è imperativa un’esposizione calda e riparata. In questa maniera l’agave potrà godere delle migliori condizioni anche durante la stagione fredda. Nel Sud della penisola o nelle zone costiere molto calde può essere adatta anche una collocazione a mezz’ombra. Devono comunque esserci almeno 5 ore di sole pieno e il resto della giornata deve esserci un’ombra molto luminosa.Rusticità e inverno. La rusticità dipende molto dalla specie. Alcune lo sono abbastanza, altre per nulla. In linea generale (e in particolare per le più diffuse da noi: agave americana, Victoriae-Reginae, ferox, filifera, stricta) possiamo dire che la temperatura minima che possono sopportare è -13°C. Possono quindi essere coltivate agevolmente quasi in tutta Italia a patto che siano posizionate in un luogo riparato dai venti e con un’esposizione in pieno sole durante l’inverno. In ogni caso, se non si vive al Sud o sulle coste, è quasi imprescindibile proteggere l’esemplare con della plastica trasparente, del materiale isolante o almeno un doppio strato di tessuto non tessuto. Se la pianta è in contenitore è sicuramente meglio ritirarla per lo meno in serra fredda ben illuminata perché all’esterno si rischia che le radici gelino, specie se il vaso è molto piccolo. Le temperature estive ideali vanno dai 20 ai 30°C.Terreno .Se vogliamo coltivare l’agave in piena terra ricordiamoci che vuole un terreno ben drenato e tendenzialmente subacido. È quindi meglio evitare i suoli troppo argillosi e compatti che potrebbero causare marciumi alla base della pianta. Se il substrato del nostro giardino non fosse adatto possiamo sostituirlo scavando una buca molto profonda. Questa andrà poi riempita con un terriccio per cactacee o comunque con un composto in cui vi sia un’alta percentuale di sabbia e ghiaia molto minuta. Irrigazione.Le agave sopportano molto bene la siccità ma, contrariamente a quanto si crede, per vivere al meglio necessitano di avere sempre il substrato almeno un po’ umido. Durante il periodo vegetativo, da marzo a settembre, vanno irrigate con continuità. Bisogna però evitare che l’acqua ristagni perché potrebbe causare marciumi nelle radici o nella rosetta delle foglie. In particolare, quando si procede si deve stare attenti a bagnare soltanto il substrato e non le foglie, il colletto o l’interno della rosetta. Vi è infatti il pericolo che l’acqua ristagni a lungo prima di evaporare diventando fonte di diffusione di patogeni.Da settembre in avanti, andando verso il periodo di riposo vegetativo, la somministrazione di acqua può essere gradualmente attenuata. In inverno si può intervenire leggermente anche solo una volta al mese per evitare che il substrato si secchi completamente. Concimazione. Si tratta di piante dalla crescita veloce e quindi necessitano di una buona quantità di nutrienti. Inoltre il loro substrato, così drenante, difficilmente riesce a trattenere i micro e macroelementi. Per mantenere vitali queste succulente è bene somministrare un concime specifico per piante grasse ogni venti giorni. Di solito le formulazioni in commercio sono liquide e vanno diluite nell’acqua dell’irrigazione. Un buon concime per succulente deve avere una proporzione NPK 1-3-5, quindi poco ricca in azoto e con una maggiore concentrazione di fosforo e potassio. Assicuriamoci anche che siano presenti nella formulazione buone quantità di microelementi. Fioritura. Come abbiamo detto la maggior parte delle agavi fiorisce una sola volta, in tarda estate, quando giungono a piena maturità. A seconda delle specie l’età va dagli 8 anni a più di 40. Se coltivate in vaso potrebbero anche non arrivare mai a fiorire. Nel caso vi accorgiate che la pianta sta emettendo lo stelo florale avete la scelta tra due strade. La prima consiste nel godersi la stupenda fioritura e attendere che la pianta giunga alla sua fine (possono volerci anche diversi anni). Un’alternativa è quella di tagliare lo stelo. La pianta andrà comunque incontro alla morte, però non sprecando le energie per fiorire e per i semi durerà un po’ più a lungo. Certamente non emetterà più nuove foglie, ma rimarrà in fase di stallo. Coltivazione in vaso. In quasi tutto il Nord della penisola, visti gli inverni poco clementi, è abitudine coltivare queste succulente in contenitore in maniera da poterle spostare e riparare. Il primo consiglio è quello di scegliere sempre dei vasi non troppo grandi: più sono ampie le dimensioni, più si rischia di irrigare eccessivamente e creare dei ristagni (forse l’unico grande nemico delle agavi).Scegliamo quindi un vaso poco più grande dell’apparato radicale.. Se vogliamo possiamo aggiungervi un po’ di sabbia fine di fiume e qualche sassolino. Potatura.Le agavi non necessitano di potatura, ma soltanto della pulizia periodica delle foglie basali esauste. Periodicamente alcune tra esse tendono a seccarsi e vanno eliminate prontamente per evitare che possano diventare veicolo di patologie. Vanno tagliate con una cesoia o un coltello ben affilati e disinfettati (sulla fiamma o con della candeggina) il più possibile vicino alla base. Propagazione. La propagazione delle a. è molto semplice. La pianta periodicamente produce dei germogli alla base che tendono a staccarsi dalla madre. Bisogna attendere che abbiano raggiunto almeno i 10 cm di lunghezza e prelevarli con un coltello ben disinfettato. Vanno poi lasciati all’aria per circa due giorni e inseriti in singoli vasetti con terriccio per cactacee. Per circa due mesi andranno tenuti all’ombra e ad una temperatura di 15-18°C, con il substrato sempre umido. Appena saremo sicuri dell’attecchimento potremo cominciare a trattarla normalmente, spostandola in pieno sole. Parassiti e avversità. Come abbiamo detto sono piante molto resistenti. Il problema più comune è dovuto alle eccessive irrigazioni. Se notiamo che la pianta perde vitalità e le foglie diventano gialle controlliamo subito il terreno. Se in profondità vi fosse troppa umidità sarà meglio aspettare che il substrato si asciughi completamente e cambiare metodo di irrigazione. Possono venir colpite da ragnetto rosso: comporta l’ingiallimento delle foglie. Va combattuto aumentando l’umidità e vaporizzando uno specifico acaricida.Utilizzo .Le foglie di agave infatti contengono un succo zuccherino che come molti di voi sanno, viene utilizzato per la produzione della tequila che viene ottenuta attraverso la sua fermentazione, ma questo non è certamente il solo utilizzo che si può fare dell'agave. Le foglie fibrose dell'agave in passato venivano molto utilizzate per la produzione di diversi materiali ma attualmente i suoi impieghi sono principalmente relativi al campo della medicina alternativa e della fitoterapia. Il succo d'agave è una sostanza molto dolce che può essere utilizzata al posto dello zucchero . Oltre a questo utilizzo esistono poi altri impieghi dell'agave che sfruttano le sue proprietà digestive, toniche e diuretiche. Esistono preparati in polvere, tisane, creme e altri preparati che possono aiutare a risolvere piccoli disturbi o possono essere utilizzati come coadiuvanti. Agave come dolcificante. Una delle proprietà più note dell'agave, come già accennato, è sicuramente il suo alto tenore zuccherino. Questa caratteristica è lo stesso motivo per il quale l'agave è utilizzata per produrre tequila, alcolico ottenuto attraverso la fermentazione delle foglie di questa pianta. In un'epoca in cui lo zucchero viene sempre più spesso guardato con occhi storti a causa del suo alto tenore calorico, dei problemi che un suo consumo eccessivo comporta e di altre motivazioni che non stiamo ad elencare in questo articolo, l'agave ed in particolare lo sciroppo zuccherino estratto dalle sue foglie, rappresenta una valida alternativa allo zucchero raffinato. Tuttavia è bene stare attenti anche allo sciroppo d'agave, come a tutte quelle sostanze che si diffondono fra i cultori dei prodotti naturali. Pare infatti che alcuni sciroppi di agave siano estratti in maniera scorretta ed inoltre contengano un eccessiva quantità di fruttosio concentrato. Prima di utilizzare quindi l'agave come dolcificante consigliamo di informarsi e trovare dei prodotti che siano realmente una valida e più salutare alternativa allo zucchero.





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