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Esempi virtuosi hanno lo stesso comune sentire: il futuro, l’eredità da lasciare ai figli, la capacità di non distruggere, ma conservare, migliorare l’esistente.

-. Ci sono le esperienze di centinaia di giovani e meno giovani contadini che si sentono custodi di un mondo che muore e piantano semi di speranza contro l’inquinamento, la sofisticazione e i diserbanti, imboccando la strada della biodinamica, non per sopravvivere, ma per vivere meglio come un dovere civile. E c’è la benedizione di papa Francesco, attraverso l’arcivescovo Marcelo Sanchez Sorondo che fa dell’enciclica Laudato si’ la bandiera di un nuovo modello di sviluppo: «La terra è malata per colpa nostra, se non si cambia modello di sviluppo possiamo solo pregare». E l’accusa è alla sordità della politica e alla scarsa attenzione a quel che cresce nel disastro della crisi: salvaguardia del territorio come innovazione sociale, attività agricole che puntano su qualità e biodiversità, la green economy che Karl Martin Dietz, filosofo ed economista tedesco indica come antidoto all’abbandono dei territori e alla bancarotta delle comunità. Impresa al servizio della persona e non del mercato, dice, appena prima delle cifre che Nadia Scialabba, responsabile delle risorse e del clima della Fao, offre per scuotere l’afasia dei governi e delle istituzioni: il 28 per cento dei terreni agricoli mondiali produce cibo che finisce nella spazzatura; i fertilizzanti chimici diminuiscono del 30 per cento il potere nutritivo di frutta e verdura; nei campi bio c’è una riduzione che va dal 20 al 60 per cento dei bisogni di irrigazione rispetto ai campi tradizionali; a causa dell’uso di pesticidi oltre due milioni e mezzo di agricoltori si ammalano di tumori., prende forma in decine di esempi virtuosi e nei tavoli di lavoro che hanno lo stesso comune sentire: il futuro, l’eredità da lasciare ai figli, la capacità di non distruggere, ma conservare, migliorare l’esistente. Ci sono difficoltà economiche insuperabili, con il prezzo del latte a quota 32 chiudono le stalle, in tanti vedono come unica sopravvivenza il passaggio al biodinamico. Per questo serve una presa di coscienza, una sveglia politica, ripete Giulia Maria Crespi, presidente onorario del Fai, che dei principi biodinamici ha fatto una trincea. Come papa Francesco e il principe Carlo d’Inghilterra che ha mandato un video. La terra ci salverà, è il messaggio. Ma prima dovremo salvarla noi.

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